Viaggiare a passo d’asino

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La distanza che si può percorrere in quattro ore cambia a seconda del mezzo che usi per spostarti: con un aereo si coprono circa 4000 km, con un treno ad alta velocità circa 1000 km (con un regionale molto molto meno), in macchina o in motocicletta sui 400/500 km, in bicicletta 100 o anche più se si pedala con slancio. Un uomo a piedi in media percorre dai 3 ai 5 km all’ora, con un asino per compagno si viaggia ad una velocità di circa 2/3 km.

Ma se salgo in aereo e sono stato fortunato ad avere avuto il posto accanto al finestrino, riesco a vedere un poco di paesaggio e forse a scambiare un saluto di convenienza con gli altri passeggeri seduti nella mia stessa file; in treno di solito sfrutto il viaggio per lavorare sul mio PC portatile, ripassare la lezione del giorno, ascoltare musica o chattare sul mio Smartphone, in auto e in moto vedo il panorama ma non conoscerò nessuno durante il mio tragitto, in biciletta, se sono un tipo espansivo, rivolgo un saluto veloce con la mano ai passanti che incrocio a piedi sulla strada.

Un uomo a piedi impiegherà molti e molti giorni per raggiungere mete distanti centinaia di km, ma il suo viaggio diventerà un’esperienza di vita, una conoscenza approfondita del territorio che percorrerà, incontrerà luoghi e persone che gli doneranno un racconto della loro storia passata o presente, scambierà moltissimi saluti fatti di parole e troverà sempre qualcuno che gli aprirà la porta di casa per offrirgli un bicchiere di acqua fresca, una sedia per riposare un poco, un sorriso e una stretta di mano da portare dentro al cuore.

Un uomo che lo stesso viaggio lo percorre in compagnia di un animale sarà ancora più felice, perché tutto questo lo potrà condividere con lui, con sguardi e gesti silenziosi pieni di intima complicità.

Domenica scorsa, il 28 di gennaio, abbiamo impiegato quattro ore di cammino per spostarci da Prata a Massa Marittima per portare i nostri asini a ricevere la benedizione degli animali per la ricorrenza di Sant’Antonio Abate.

Siamo partiti alle 4,30 di mattina perchè altrimenti saremmo arrivati tardi all’appuntamento. Abbiamo ripercorso la strada che centinaia di migliaia di piedi prima di noi hanno battuto per recarsi al lavoro durante un secolo di lavoro in miniera. Abbiamo assaporato il silenzio della notte, scorto il primo chiarore dell’alba, sentito la sveglia degli uccellini di bosco, colto la carezza tiepida del primo raggio di sole, incontrato chi ci ha ristorato con un caffè (un doveroso grazie al gestore del Bar di Niccioleta), siamo stati accolti con calore dai compagni che ci attendevano al raduno in Ghirlanda, abbiamo con orgoglio accompagnato i nostri animali a ricevere la loro benedizione, ci siamo riposati passando alcuni momenti di convivialità e poi ripreso il cammino per ritornare indietro, incontrando nuove persone che ci salutavano con simpatia, vedendo calare il sole che la mattina presto avevamo visto nascere, rivisto spuntar le stelle e poi finalmente arrivati di nuovo a casa.

Passi, tanti tanti passi, fatti uno dopo l’altro ricchi di un carico di emozioni e conoscenza che ci ricorderemo per tanti anni a venire.

Diario foto di G. Dellavalle

Foto di Copertina di F. Cerboni