Buona Pasqua da Asini a Prata

In questo periodo non possiamo non riportare uno dei racconti più importanti che vedono protagonista il nostro amico asino.

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Ingresso a Gerusalemme, Giotto di Bondone, Cappella degli Scrovegni, Padova.

Dal Vangelo secondo Matteo: “.. quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: «Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito».  Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”. I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!» (Mt 21,1-9)…”

Dal sito Philosophica.blog.tiscali.it Lorenzo Cortesi commenta così: “Il racconto dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme dà molto risalto all’asino (o più precisamente, come dice l’evangelista Matteo, asina). Quell’animale che la tradizione popolare ha collocato all’inizio nella stalla di Betlemme accanto a Gesù bambino, lo ritroviamo anche qui alla fine del Vangelo, alla vigilia della passione. L’asino è una bestia da soma, cioè porta i pesi, ed è per questo che in italiano è chiamato anche somaro. L’immagine rimanda a Cristo, che si è caricato del peso delle sofferenze e dei fallimenti dell’umanità. Ma il racconto ci permette di fare un altro collegamento con l’inizio del Vangelo. Qui si legge che la folla che precedeva e seguiva Gesù gridava: «Osanna nel più alto dei cieli». Nel passo parallelo dell’evangelista Luca si legge: «Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli». La notte del Natale gli angeli cantavano: «Pace in terra agli uomini di buona volontà». All’inizio, dunque, pace in terra e alla fine pace in cielo. E così il cerchio si chiude. L’annuncio della pace, che è il compimento di ogni promessa, deve trionfare ovunque, in cielo e in terra.”

Ci piaceva riportare questo pensiero del professore che ci aiuta nel viaggio che abbiamo intrapreso di riqualificare, se ancora ce ne fosse bisogno, la figura dell’asino.

Di nuovo Buona Pasqua a tutti.