Tributo all’Asino Ragusano

“L’asino sa sempre, la più corta via di casa. La coda cancella i passi, dall’ombra della strada. L’asino si sferra quando muore” da Scorza di Mulo di Vinicio Capossela

Piccolo diario di viaggio:

Lucia e Gianni: “Finalmente, dopo tanti anni siamo riusciti a ritagliarci 5 giorni di ferie. Ci sono milioni di posti che vorremmo andare a visitare ma decidiamo di intraprendere un viaggio che inizierà ad esaudire un piccolo sogno che, da quando abbiamo deciso di fondare la nostra associazione, ci gira per la mente: andare a visitare sul posto le razze autoctone italiane rimaste. Inizieremo dalla Sicilia, alla ricerca dello sceccu ragusano.

Poche sono le razze di asino italiane che sono rimaste sul nostro territorio nazionale, e pochi sono coloro che, coraggiosamente, hanno scelto di mantenerle e valorizzarle. Cercando cercando ci siamo imbattuti in una realtà che per pensiero ed etica si accosta a noi. Così abbiamo raggiunto un piccolo luogo che si trova nella provincia di Ragusa, Contrada Corulla in località Monterosso Almo, sull’altopiano dei Monti Iblei, e lì siamo stati accolti da Anna nella sua fattoria che prende il nome de “Il passo dell’Asino”.

Un paesaggio, per noi emozionante, ci accompagna per tutto il percorso che dista da Ragusa a Monterosso. Un altopiano calcareo, dai rilievi che hanno un andamento dolce, dove infinite distese di campi, chiusi da altrettanti infiniti muri a secco che ne delimitano i confini, si perdono a vista d’occhio e vi troviamo a volte bestiame al pascolo a volte coltivazioni di ulivi, carrubi, vigneti ed agrumeti. Un territorio che raccoglie testimonianza di vita millenaria, con la presenza di necropoli, catacombe, chiese rupestri. Una vita dove la cultura contadina fatta di cose semplici ed essenziali si può cogliere ancora oggi.

Ecco, ci viene da pensare, se fossimo asini non ci piacerebbe vivere qui? A disposizione spaziosi pascoli verdi, un silenzio ed una pace che accompagna tutte le ore del giorno e della notte e un paesaggio con degli orizzonti da osservare che tolgono il fiato per la loro bellezza. Non abbiamo dubbi sulla risposta che ci darebbero i nostri due asini: sì, gli piacerebbe sicuramente.

Anna ci viene incontro, ci accoglie con entusiasmo, già traspare la sua passione e l’amore che ha messo nel realizzare il suo progetto e nella scelta che ha fatto. Siamo stati fortunati, il nostro viaggio itinerante ci ha portato nel posto giusto, abbiamo incontrato la persona giusta e abbiamo potuto conoscere da vicino l’Asino Ragusano: la sua indole, il suo carattere, la sua spartana bellezza, la sua millenaria saggezza che traspare dai suoi meravigliosi occhi. Anna ci presenta il suo piccolo allevamento, ci fa assaporare a passo d’asino uno dei percorsi che si snoda vicino alla sua tenuta, scambiamo esperienze (lei ne ha moltissima più di noi e le siamo grati per tutti i consigli che ci ha dispensato), imbastiamo un simpatico confronto sulle diverse attitudini che distinguono il carattere degli asini ragusani da quello degli asini amiatini! Una giornata entusiasmante, consumata con persone che siamo stati felici di conoscere e in compagnia di “grandi” Asini Ragusani.

Perché abbiamo iniziato proprio da questa particolare razza? Andate a vedervi le foto del nostro Nerino, nato sì da due asini amiatini ma, che dite, non gli assomiglia a loro?”

Foto di G. Dellavalle