Mormorate all’Orecchio: storie di Asini e Uomini 2

Foto in evidenza concessa dall’archivio dei Parchi della Val di Cornia, sita presso il Morteo, Parco Archeominerario di San Silvestro, Campiglia Marittima.

Per raccontarvi la storia di oggi partiamo da delle coordinate geografiche N 43.083856  E 10.985486 che ci conducono ad un piccolo paese che noi conosciamo molto bene: PRATA.

Piccolo borgo medievale situato nel versante meridionale delle Colline Metallifere che ricadono nel territorio della provincia di Grosseto. E quando si parla di Colline Metallifere non si può non andare con la mente ai ricchissimi giacimenti minerari presenti nel loro sottosuolo, sfruttati dall’uomo nei millenni, fino ad arrivare al periodo di coltivazione mineraria post industriale durato per più di un secolo e che ha fortemente caratterizzato l’assetto socio-economico dell’intero territorio. E proprio nelle vicinanze di Prata si trovavano alcune delle miniere più importanti riferite a questo specifico periodo, ricadenti nei comuni di Massa Marittima e Montieri, ovvero i giacimenti minerari di Niccioleta e Boccheggiano.

E alle innumerevoli storie e racconti legati alla vita dura e quasi sempre povera dei minatori che vi lavoravano e di tutte le loro famiglie, abbiamo trovato un racconto dedicato ad una amicizia nata nel buio caldo e umido delle gallerie della miniera. Una storia di mutuo soccorso, di compagnia, di coraggio, di amore. Una storia di sodalizio fra uomo e animale. Una storia di Asini e Uomini.

Tratto da “Cencio” di Raffaello Spagnoli

Vincitore ex aequo nel 2005 del Premio letterario internazionale Santa Barbara bandito dal Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere.

“(…) Era ancora notte e tale sarebbe stata ancora per ore quando, a testa bassa, aveva seguito la schiena curva di suo padre all’interno del pozzo. Gli era stato dato un elmetto smisurato, sul quale ardeva un lumino minuscolo, gli era stata messa in mano la cinghia di cuoio della briglia di un mulo che per vedergli il muso doveva quasi piegarsi all’indietro, un essere enorme, una apparizione infernale. Ne aveva provato un immediato e irrimediabile terrore e l’animale lo aveva percepito. Aveva alzato il collo gagliardo sul quale posava la grande testa e li aveva spinti su, verso il soffitto della caverna. Lui, aggrappato inconsciamente alla cinghia di cuoio, si era sentito sollevare co-me se fosse stato senza peso, una piuma senza alcuna consistenza presa in un vortice d’aria che veniva dalle froge della bestia. Terrorizzato si era aggrappato con ancora più forza alle briglie, sgambettando a mezz’aria. Non aveva gridato. Paura e sorpresa lo avevano ammutolito. Per tutti quei terribili momenti aveva sentito di essere una cosa insignificante, poi qualcosa dentro di lui era scattato, un guizzo rosso di rabbia e di sangue, e lui era sci-volato lungo le briglie fin quando i suoi piedi avevano toccato terra. Sempre tenendole strette, aveva tratto conforto e decisione dal contatto con quell’elemento più a sua misura, più conosciuto, ed aveva afferrato con forza, con tutta la forza di quelle sue mani ancora morbide e bianche le briglie del mulo e le aveva strattonate, contrastando la forza immane dell’ani-male, almeno per fargli capire che c’era, che era lì, che loro due dovevano essere consci l’uno dell’altro. Quasi fosse stato quel che attendeva, il mulo abbassò nuovamente il capo, portandolo alla sua altezza, vicino alla sua piccola faccia, e lui era riuscito a vedere dietro gli spessi paraocchi di cuoio nero il grande occhio dell’animale. Con mano tremante aveva accarezzato il muso gigantesco, mentre con l’altra si manteneva stretto alla briglia. Era stato l’inizio di qualcosa, lo aveva percepito chiaramente, anche se ancora non sapeva cosa (…)”

Per leggere il racconto di “Cencio” integralmente vi rimandiamo al link (clicca QUI) dove potete scaricare il PDF del libro “I Sassi” Ed. Gaffi, dedicato alla sezione dei racconti che hanno partecipato all’edizione 2005 del premio letterario sopra citato, a pag 31 del file.

La fotografia sottostante è presa dall’archivio della Fondazione The Brooke contro lo sfruttamento dei cavalli da lavoro e asini.